Spagna Campione del Mondo: Ferran stende l'Argentina di Messi ai supplementari
La cronaca completa della finale dei Mondiali 2026: Spagna campione del mondo, gol di Ferran ai supplementari. Messi ko con l'Argentina.
Il 19 luglio 2026, al MetLife Stadium di East Rutherford, la Spagna ha scritto una nuova pagina della sua storia calcistica. Le Furie Rosse hanno battuto 1-0 ai tempi supplementari l'Argentina campione del mondo in carica, conquistando il loro secondo titolo iridato dopo quello del 2010 in Sudafrica. Decisivo un gol di Ferran Torres al 106', entrato da pochi minuti al posto di Mikel Oyarzabal.
Per Luis de la Fuente si tratta del secondo trofeo internazionale consecutivo dopo l'Europeo vinto nel 2024: la Spagna diventa così, allo stesso tempo, campione d'Europa e campione del mondo in carica, un doppio primato che riporta alla mente la generazione dorata capace di dominare tra il 2008 e il 2012 con le vittorie di due Europei e un Mondiale.
Come si è arrivati alla finale
L'Argentina si presentava a New York da detentrice del titolo conquistato in Qatar nel 2022, con Lionel Messi ancora protagonista assoluto e reduce da un torneo da record: 21 gol complessivi ai Mondiali, la cifra più alta di sempre nella storia della competizione. Per il fuoriclasse di Rosario, questa finale rappresentava l'occasione per riprendersi anche il titolo di capocannoniere assoluto della rassegna iridata e per cucire sulla maglia dell'Albiceleste una quarta stella, che avrebbe eguagliato Italia e Germania nel numero di titoli mondiali vinti, dietro solo al Brasile.
Dall'altra parte, la Spagna arrivava all'atto conclusivo da squadra più solida del torneo, capace di subire un solo gol in otto partite grazie a un Unai Simon impeccabile tra i pali, premiato non a caso come miglior portiere della manifestazione. Il ct Luis de la Fuente aveva costruito una squadra basata su possesso palla, qualità individuale nei tre quarti di campo e una difesa quasi impenetrabile.
La cronaca della finale
La partita si è aperta con la Spagna subito propositiva. Lamine Yamal, diciannovenne fenomeno del Barcellona compiuti gli anni proprio pochi giorni prima della finale, ha provato un tiro deviato da Lisandro Martinez e bloccato senza problemi da Emiliano "Dibu" Martinez. Il ritmo del primo tempo si è poi abbassato, con la Spagna a gestire il pallone e l'Argentina a cercare spazi in ripartenza, coerentemente con l'approccio di Lionel Scaloni in tutto il torneo.
Al 39' Mikel Oyarzabal ha provato la conclusione dal limite, ancora una volta respinta da un attento Emiliano Martinez. Poco dopo è arrivata anche l'occasione per Marc Cucurella, il cui tiro è terminato di poco a lato. Nel finale della prima frazione, Scaloni ha dovuto operare un cambio forzato: Lisandro Martinez, infortunatosi, ha lasciato il posto a Nicolás Otamendi.
Nella ripresa il copione non è cambiato di molto: la Spagna ha continuato a comandare il gioco dal primo all'ultimo minuto, come sottolineato anche dagli osservatori a bordo campo, senza però trovare la rete del vantaggio nei tempi regolamentari. Un episodio ha complicato ulteriormente la partita dell'Argentina: l'espulsione di Enzo Fernández, che ha lasciato la squadra di Scaloni in dieci uomini in un momento delicato del match. Julián Álvarez è stato sostituito da Senesi, mentre Scaloni ha provato a dare freschezza alla manovra offensiva inserendo Leandro Paredes al posto di Nicolás González al rientro dall'intervallo lunghissimo dedicato all'halftime show, tipico delle finali americane.
De la Fuente, dal canto suo, ha risposto con il doppio cambio Ferran Torres e Pedri, subentrati a Oyarzabal e Fabián Ruiz, in un momento in cui la Spagna continuava a controllare il pallino del gioco senza però riuscire a sfondare.
Il gol decisivo di Ferran Torres
Con il punteggio ancora fermo sullo 0-0 al triplice fischio dei tempi regolamentari, la finale si è decisa ai supplementari, proprio come accaduto nella storica edizione del 2010. Al 106' minuto, Ferran Torres ha trovato il gol che ha deciso il match, regalando alla Spagna la seconda stella della sua storia. Un epilogo che ha richiamato inevitabilmente il precedente del 2010, quando le Furie Rosse superarono l'Olanda proprio ai supplementari.
Sul podio, la premiazione ha visto Donald Trump e Gianni Infantino consegnare il trofeo a Rodri, capitano designato per l'occasione, che lo ha sollevato da solo davanti al pubblico del MetLife Stadium. Per Leo Messi, alla probabile ultima presenza mondiale della carriera, il momento della medaglia da sconfitto si è trasformato in un abbraccio commosso con il pubblico argentino presente sugli spalti, in un'immagine che ha fatto rapidamente il giro dei social.
I premi individuali del torneo
Oltre al trofeo di squadra, la finale ha portato con sé anche l'assegnazione dei riconoscimenti individuali della rassegna:
Rodri ha vinto il Pallone d'Oro della Coppa del Mondo 2026 come miglior giocatore del torneo, coronando una stagione da protagonista assoluto nel centrocampo spagnolo. Unai Simon si è aggiudicato il premio di miglior portiere, dopo aver chiuso il torneo con un solo gol subito in otto partite. Pau Cubarsí, difensore centrale classe 2007, ha ricevuto il premio di miglior giovane del torneo.
Un dato curioso ha accompagnato la cronaca della vittoria spagnola: solo cinque calciatori nella storia hanno disputato una finale mondiale da teenager, vincendola. A Pelé, Bergomi e Mbappé si sono aggiunti proprio Cubarsí e Yamal, entrambi protagonisti della cavalcata iridata delle Furie Rosse.
Cosa resta di questa Argentina
Per l'Argentina si tratta della quarta finale mondiale persa nella sua storia, un dato che pesa soprattutto per il contesto: la squadra di Scaloni arrivava da detentrice del titolo e con un Messi che, a distanza di quattro anni dal trionfo di Doha, aveva ancora provato a trascinare l'Albiceleste verso un bis che sarebbe entrato nella leggenda. Il torneo di Leo Messi resta comunque da record assoluto per numero di reti in carriera ai Mondiali, un primato che difficilmente qualcuno riuscirà a insidiare nel breve periodo.
Per Scaloni si apre ora una fase di transizione, con diversi big della rosa argentina che, complice l'età, difficilmente saranno della partita al prossimo Mondiale. La generazione che ha riportato l'Argentina sul tetto del mondo nel 2022 chiude così il proprio ciclo internazionale con un bilancio comunque straordinario: una Coppa del Mondo, una Copa América e una finale mondiale raggiunta consecutivamente, un traguardo che pochissime nazionali possono vantare nella storia recente.
Il bilancio della Spagna di De la Fuente
Con questo successo, la Spagna diventa la terza nazionale della storia capace di detenere contemporaneamente il titolo europeo e quello mondiale, un traguardo che rimanda proprio alla generazione di Xavi, Iniesta e Casillas capace di imporsi su entrambi i fronti tra il 2008 e il 2012. Luis de la Fuente, tecnico arrivato sulla panchina della Roja in un momento di transizione dopo il ciclo di Luis Enrique, ha saputo costruire una squadra fondata su un mix di giovani talenti (Yamal, Cubarsí) ed elementi già affermati come Rodri, Pedri e Unai Simon.
La prossima Finalissima, in programma il 27 marzo 2027 a Lusail contro la vincitrice della Copa América, rappresenterà per la Spagna l'occasione di confermare ulteriormente il proprio ciclo vincente su scala internazionale.