Sconfitta… da Scudetto.

Intervistato in zona mista dopo la sconfitta del suo Cagliari negli ottavi di finale contro l’Inter, Radja Nainggolan commenta la gara e lancia frecciatine:

“Il gol all’inizio ha condizionato la partita. Ultimamente siamo un po’ in difficoltà. Se le cose vanno così è difficile uscirne a testa alta. Siamo uomini, bisogna dire le cose in faccia: quando le cose vanno così bisogna essere più perfetti possibile. Dobbiamo essere più equilibrati, sul pezzo; penso che ognuno di noi lo sappia. Ora ci concentriamo sul Brescia, vedendo le cose positive: essere sesti alla fine del girone di andata penso sia una bella cosa, nel ritorno dobbiamo fare meglio di quanto abbiamo fatto.
Se tornerò all’Inter? Coi prestiti di un anno non si può decidere di tornare domani… L’Inter sta bene, io anche, vedremo come finirà. Sono concentrato sul Cagliari, sto facendo un campionato importante per il Cagliari, ma sono felice per quello che sta facendo l’Inter. L’affetto dei tifosi fa sempre piacere, vuol dire che qualcosa di buono ho lasciato.
Non sono rammaricato di non giocare più nell’Inter. Non faccio il mercato, faccio il giocatore. Sono convinto delle mie qualità, qui potevo starci ma la società ha fatto altre scelte e io le ho accettate. Sono un uomo, quando non mi vogliono non sto lì a piangermi addosso. Voglio giocare e divertirmi ancora, la scelta è stata fatta da entrambe le parti”.
Problemi con Conte non ne ho mai avuti. Mi ha sempre detto le cose in faccia e io ho sempre detto quello che pensavo. Siamo uomini, quando le cose vengono dette io lo apprezzo. Lui con me è stato uomo, non si può dire lo stesso di altri. Questa è la vita.
Calo dovuto alla demotivazione? Non è questo, quando prendi gol dopo 20 secondi è difficile uscirne fuori. Noi non siamo l’Inter, la Juve, la Lazio con la quale abbiamo fatto la miglior prestazione. Stiamo facendo un campionato importante ma non possiamo pensare di vincere tutte le partite. Questo momento doveva arrivare, magari non in questo modo. Se ne usciamo prima possibile possiamo riprendere quel discorso e continuare a divertirci, ma dobbiamo farlo al più presto.
Cosa avrei fatto in caso di gol? Non avrei esultato, ho lasciato tanti amici a Milano e sono stato bene con tutti. A fine gara abbiamo riso un po’ e io ho detto che è andata bene a Samir perché sennò sarebbe diventato la mia vittima preferita. Sono sempre stato bene con tutti, non ho mai creato problemi nello spogliatoio. Questo lo so io e i miei ex compagni.
Inter da Scudetto? Certo, io tifo sempre per i miei compagni, se vince l’Inter poi non vince la Juve quindi sarei contento.
Da capitano, cosa puoi dire ai compagni e all’ambiente?
“All’ambiente niente, ci son stati dietro fino a ora e sarebbe un peccato se avessero dei dubbi. Un momento di calo poteva arrivare, ma dobbiamo uscire anche con la loro spinta. Tocca a noi trasformare le critiche in applausi. Bisogna ripartire da quanto di buono abbiamo fatto e andare a Brescia dimostrando di essere la squadra da sesto posto”.

Immagine in evidenza: FC Inter 1908

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