Sono passati 35 anni da quel tragico avvenimento che passò alla storia come “Strage dell’Heysel: 39 persone, di cui 32 italiani, morirono e 600 rimasero ferite a causa del crollo di un muro in uno dei settori dello stadio che ospitava anche numerosi tifosi italiani. Ma cerchiamo di raccontare nel migliore dei modi cosa accadde in quella maledetta sera di maggio.

La carica degli hooligan…

29 maggio 1985, allo stadio “Heysel” di Bruxelles si disputa la finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool. Le tifoserie organizzate sono disposte in punti opposti dello stadio: una curva era occupata dai tifosi inglesi e quella opposta dai tifosi bianconeri. Intorno alle 19.20, circa un’ora prima del fischio di inizio, gli hooligan – presenti nei settori X e Y – iniziano a “caricare” i tifosi presenti nel settore Z adiacente, cercando di provocare una reazione da parte della tifoseria opposta. Reazione che non arrivò e non sarebbe mai potuta arrivare perché, come detto in precedenza, il tifo organizzato juventino occupava la curva opposta dello stadio.

heysel
fonte: Wikipedia

…e quel muro che cede…

Gli spettatori del settore Z, juventini e non, impauriti dall’invasione hooligan, iniziarono ad ammassarsi su uno dei muri perimetrali, mentre alcuni si lanciarono nel vuoto nel tentativo di sfuggire e altri si ferirono anche gravemente al filo spinato della recinzione. Il peggio, però, arrivò di lì a poco: a causa dell’eccessivo peso, il muro crollò improvvisamente, uccidendo sogni e speranze di 39 persone. Fu un attimo: gente che correva disperata – schiacciando altra gente – verso l’unico varco disponibile (quello creato dal muro crollato e che dava sul campo da gioco) mentre sugli spalti si scatenò il caos.

No, non fu una vittoria quella portata a casa il 29 maggio

Nonostante l’accaduto e l’iniziale richiesta della Juventus di rinviare la partita, alla fine la UEFA e le forze dell’ordine decisero di far disputare comunque la finale, per evitare ulteriori tensioni. La partita si concluse con la vittoria dei bianconeri, grazie a un gol di Platini su rigore (molto criticato per la sua esultanza definita “eccessiva“), ma quella Coppa portata a casa quella sera aveva un sapore amaro, quella sera per la Juve ma per tutto il calcio mondiale fu tutto tranne che una vittoria.

Gli omaggi di Juventus, Liverpool e Torino alle vittime della strage dell’Heysel

Per commemorare la Strage dell’Heysel e le 39 vite spezzate in quella che doveva essere una serata di puro e sano divertimento, la Juventus ha pubblicato sul proprio sito la foto della targa dedicata alle vittime (foto in evidenza) e un messaggio:

“La parola Heysel è una di quelle che mai e poi mai potremo dimenticare. Sono passati trentacinque anni, ma la memoria di chi c’era, di chi ha assistito dai teleschermi di casa, e anche di chi non era ancora nato ma ha conosciuto i fatti leggendo i libri di storia, è qualcosa che si risveglia, immediatamente, al solo leggere o sentire quella parola. Heysel. Quel giorno a Bruxelles c’era il sole. Un sole che stava lasciando sul campo i suoi ultimi raggi, quando proprio su quel campo, e su quegli spalti, prima dell’inizio della Finale di Coppa dei Campioni fra Juve e Liverpool, si consumò l’incredibile. Si consumò l’orrore. Successe tutto in pochi istanti: le cariche, la corsa per scappare, quel muro che crolla. E il panico. Una notte, quella di Bruxelles, che si portò via 39 persone, quasi tutte italiane: il più giovane fra loro aveva solo dieci anni. È alla loro memoria che oggi, come ogni giorno, dedichiamo il nostro raccoglimento, e il nostro dolore. Perché passano gli anni, ma quella parola continua a evocare in noi lo stesso, immutato dolore. Heysel.”

Questo invece è il tweet pubblicato dal Liverpool:

Anche il Torino, su Twitter, ha dedicato un pensiero a chi perse la vita quella sera:

Crediti foto: juventus.com

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