Alberto Francese, research analyst di “Banca IMI” ha parlato al “Corriere dello Sport” del taglio stipendi in casa Juventus:

La Juve si è tutelata da un impatto potenzialmente molto forte. Lo stop alle competizioni comporta anche risparmi di gestione stimabili in 20 milioni tra costi dello stadio, spese per le trasferte e altre voci. Se si volevano compensare queste perdite in modo significativo c’era poco da fare se non agire sugli stipendi.

Con questo memorandum of understanding scritto con i calciatori la società riesce a colmare questo gap con minori costi diretti e minori stipendi. La Juve è una società ben gestita, ha un fatturato attorno ai 600 milioni e 110 milioni rappresenterebbero circa un quinto di esso. Ritengo che togliere a qualsiasi squadra, di A, B o altra categoria, i proventi di un terzo delle partite della stagione senza tagliare il costo dei calciatori sia insostenibile. Va dato atto al club bianconero di aver fatto un ottimo lavoro su un fronte delicato, adottando una flessibilità calcolata. Come abbiamo visto da altre parti è stato più complicato. I giocatori sanno di essere in una società sana“.

Immagine in evidenza: Andrea Agnelli (Juventus.com)

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