Intervistato dal Corriere della Sera, Zeman ha raccontato la sua vita, partendo dall’infanzia a Praga al tanto amato calcio.
Inevitabile il passaggio sul Foggia e il presidente Casillo: “Era il 1990 (1989, ndr.), il 9 novembre era crollato il muro. Il presidente del Foggia, Casillo, mi caricò sul suo aereo privato e mi portò a Praga. Rividi mio padre, mia madre, mia sorella, e mi pareva di averli lasciati il giorno prima. Mi sono sentito felice”. Poi ha raccontato un aneddoto.
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L’aneddoto del carcere per Casillo: “E io andai all’uscita ad aspettarlo. Sapevo che era innocente. L’hanno riconosciuto dopo tredici anni. Era un uomo generoso. Avevamo un terzino sinistro velocissimo, Codispoti, che al momento del cross combinava di tutto, con i piedi che aveva. Allora Casillo gli mise centomila lire nella scarpa: se non sbagliava poteva tenersele”.
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