Riprende la Serie A ma con un problema: quello della quarantena e i possibili casi di nuovi giocatori positivi. E fanno riflettere le parole di Tommasi.

“Ci sono ancora problemi, a pesare sulla ripartenza sono i rischi derivanti dalle modalità di quarantena in caso di nuove positività che farebbero saltare tutto” – dice il presidente dell’AssoCalciatori.

Serie A, cosa succede se c’è un positivo?

“Le norme attualmente in vigore prevedano chiare disposizioni a proposito della quarantena di un soggetto positivo e quella conseguentemente precauzionale di tutto il resto del gruppo-squadra. In pratica, se un giocatore viene contagiato dovrà andare in isolamento domiciliare, mentre il resto della squadra sarà isolata in ritiro, e potrà allenarsi in gruppo senza lasciare il centro sportivo (e quindi non potrà giocare in campionato)”. A spiegarlo è il comitato tecnico-scientifico del governo.

La Lega Serie A spera che questa regola (“che esiste solo in Italia”) possa essere modificata prima dell’inizio del campionato e che la quarantena possa essere ridotta da 14 a 7 giorni, senza coinvolgere tutto il gruppo ma solo il contagiato.

In caso contrario però, la norma comporterebbe un problema piuttosto serio e non indifferente per trovare le date. Si rischierebbe infatti di partire e non finire (considerando soprattutto la data de 20 giugno per la partenza). Seguiranno aggiornamenti.

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