Pirlo non sarà il ct dell'Italia: come è nato il caso Fonbet e cosa succede ora in Figc

Pirlo fuori dalla corsa alla panchina azzurra: il caso Fonbet, l'esposto del Codacons, il nodo Maldini e gli scenari in Figc verso il Consiglio federale.

27 luglio 2026 14:44
Pirlo non sarà il ct dell'Italia: come è nato il caso Fonbet e cosa succede ora in Figc - Account Instagram ufficiale Andrea Pirlo
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La panchina della Nazionale resta vuota. Andrea Pirlo, indicato come nuovo commissario tecnico dal direttore tecnico Paolo Maldini e dall'advisor Leonardo, ha annunciato nella notte tra domenica 26 e lunedì 27 luglio di non essere più in corsa per l'incarico. La comunicazione è arrivata dallo stesso allenatore, attraverso alcune storie pubblicate sul suo profilo Instagram ufficiale, dopo giorni di polemiche legate al suo ruolo di global ambassador di Fonbet, il principale marchio del betting russo.

La vicenda si è chiusa a poche ore da un passaggio che sembrava una formalità. Il Consiglio federale della Figc è convocato per martedì 28 luglio e in quella sede la Federazione contava di comunicare il nome del selezionatore. Le pratiche avviate dall'entourage di Pirlo per liberarsi dal contratto con lo United FC, il club emiratino che allena da maggio 2025, sono state invece interrotte.

Il passo indietro annunciato dallo stesso Pirlo

Il primo segnale pubblico è arrivato in tarda serata. Fino a quel momento l'allenatore bresciano aveva scelto il silenzio, mentre il suo nome circolava sui giornali e nei commenti politici da diversi giorni. Il messaggio si apre con il riferimento esplicito alla notizia ricevuta la sera precedente, quella di non essere più il candidato alla panchina azzurra, e prosegue con la ricostruzione della natura del rapporto commerciale finito al centro delle critiche.

Pirlo ha spiegato di avere sempre lavorato nel rispetto delle leggi dei Paesi in cui ha operato e dei contratti sottoscritti. La collaborazione contestata, secondo la sua versione, nasce all'interno del percorso professionale negli Emirati Arabi Uniti e ha carattere esclusivamente commerciale e sportivo. Attribuirle un significato politico, ha aggiunto, equivale ad assegnargli convinzioni che non ha mai espresso.

Il ringraziamento a Maldini e Leonardo

Una parte del messaggio è dedicata ai due dirigenti che ne avevano sostenuto la candidatura. Pirlo ha ringraziato Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia dimostrate, citando la competenza e la serietà con cui a suo giudizio hanno sempre lavorato nel calcio italiano. Il tono della chiusura resta amaro: l'ex regista ha parlato di rammarico per una scelta di carattere sportivo trascinata in un confronto pubblico, precisando che l'amore per la maglia azzurra non dipende da un incarico.

Diverse redazioni hanno letto quel testo più come uno sfogo che come un chiarimento capace di riaprire la partita. La decisione, del resto, era già maturata nella giornata di domenica, secondo la ricostruzione di Sky Sport affidata al direttore Federico Ferri: gli incontri fissati a Roma per lunedì 27 luglio, quelli che dovevano definire la rescissione con lo United FC e la successiva firma con la Figc, sono stati annullati.

Che cosa è la collaborazione con Fonbet

Fonbet è il primo operatore di scommesse sportive in Russia. Pirlo ne è diventato global ambassador nei mesi precedenti, con un accordo di sponsorizzazione internazionale che l'allenatore ha inquadrato nel proprio lavoro negli Emirati. Il settore del betting non rientra nel perimetro delle sanzioni europee, dettaglio richiamato anche da chi ha criticato la scelta.

Il punto sollevato dai detrattori riguarda l'opportunità, non la legalità. La discussione si è concentrata sulla compatibilità tra la guida di una selezione nazionale e un contratto con un'azienda russa, in una fase segnata dai rapporti tesi tra Mosca e i Paesi occidentali. Da questione tecnica il dossier si è spostato su un terreno diverso, dove la Federazione ha misurato il proprio margine di manovra.

Il filo che porta allo United FC di Dubai

Il collegamento tra il marchio e la carriera recente di Pirlo passa da un nome preciso. Tra i principali azionisti di Fonbet figura Sergey Lomakin, imprenditore russo con un patrimonio stimato attorno a 1,2 miliardi di dollari, che è anche proprietario e presidente dello United FC, la squadra della seconda divisione emiratina che Pirlo allena dal maggio 2025. La sponsorizzazione, in questa lettura, discende direttamente dal rapporto di lavoro con il club.

Quel contratto adesso torna centrale per un motivo pratico. L'allenatore resta legato allo United FC, perché la procedura di risoluzione avviata nei giorni scorsi è stata fermata insieme al resto del percorso verso Coverciano.

L'esposto del Codacons e le prese di posizione politiche

Sul piano formale la spinta più concreta è arrivata da un'associazione dei consumatori. Il Codacons ha annunciato un esposto all'Autorità per le Comunicazioni, chiedendo un'istruttoria per presunta violazione del divieto di pubblicità e sponsorizzazione di scommesse e giochi in denaro. Il riferimento normativo indicato è l'articolo 9 del cosiddetto Decreto Dignità, applicabile secondo l'associazione perché l'attività di testimonial sarebbe stata veicolata anche in Italia attraverso i canali social dell'ex calciatore.

La stessa nota conteneva una minaccia processuale. In caso di nomina a commissario tecnico, il Codacons prospettava un ricorso immediato al Tar del Lazio per bloccarla, sostenendo l'incompatibilità della posizione di Pirlo con ruoli dirigenziali nel calcio italiano alla luce della normativa vigente.

Al fronte legale si è sommato quello parlamentare. La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha definito la candidatura un errore grave e ha giudicato ancora più grave la scelta della Figc, richiamando la posizione dell'Italia sul dossier ucraino. Il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova aveva parlato già sabato 25 luglio di una scelta incomprensibile e sbagliata, quella di legare il proprio nome alla prima agenzia di scommesse russa.

La replica pubblica di Shevchenko

Fuori dal perimetro italiano la reazione più pesante è arrivata da un ex compagno di squadra. Andriy Shevchenko, oggi presidente della federazione ucraina, ha condannato pubblicamente il comportamento di Pirlo, parlando di una scelta che lo ha ferito personalmente. I due hanno condiviso gli anni del Milan che ha vinto la Champions League a Manchester nel 2003, un dettaglio che ha reso quelle parole particolarmente rumorose nella copertura mediatica di sabato e domenica.

Perché la panchina azzurra era libera

Per capire il peso di questo stallo serve tornare al 31 marzo 2026. A Zenica l'Italia ha perso la finale playoff contro la Bosnia ed Erzegovina, mancando la qualificazione al Mondiale per la terza volta consecutiva dopo gli spareggi persi con la Svezia nel 2017 e con la Macedonia del Nord nel 2022. Gli azzurri avevano superato l'Irlanda del Nord nel turno precedente, poi si sono fermati in trasferta.

Le conseguenze sono state immediate e a cascata. Gabriele Gravina si è dimesso dalla presidenza federale, Gianluigi Buffon ha lasciato il ruolo di capo delegazione, la Figc e Gennaro Gattuso hanno risolto consensualmente il contratto che legava l'allenatore alla Nazionale dopo nove mesi di lavoro. Silvio Baldini, tecnico dell'Under 21, ha assunto la guida a interim in attesa della nuova gestione.

L'elezione di Malagò e il nuovo assetto tecnico

L'assemblea elettiva ha scelto il successore di Gravina lo scorso giugno. Giovanni Malagò è diventato presidente della Federcalcio con il 68,58 per cento dei voti, contro il 29,17 per cento raccolto dall'altro candidato Giancarlo Abete. L'ex numero uno del Coni ha poi costruito l'area tecnica affidando a Paolo Maldini l'incarico di direttore tecnico e la presidenza del Club Italia, con Leonardo nel ruolo di advisor.

Il progetto illustrato dai due dirigenti ha un orizzonte lungo. Nelle conversazioni con i club di Serie A hanno prospettato un ciclo di otto o dieci anni per la ricostruzione del movimento, impostazione che spiega la ricerca di un allenatore destinato a crescere insieme alla Nazionale.

Il tentativo Guardiola e la virata su Pirlo

La prima scelta non era Pirlo. Maldini e Leonardo hanno incontrato Pep Guardiola a Barcellona, proponendogli la panchina azzurra e il piano tecnico, e Malagò aveva confermato pubblicamente l'esistenza del dialogo parlando di eccezioni possibili sul fronte del budget. Il tecnico catalano, in pausa volontaria dalle panchine, ha declinato per motivi familiari.

Da quel no è nata l'opzione bresciana, presentata dai dirigenti federali come un percorso alternativo coerente con il loro disegno e non come un ripiego. Il curriculum di Pirlo da allenatore resta però sottile: una stagione alla Juventus nel 2020, chiusa con l'esonero e con la prima annata senza scudetto dei bianconeri dopo nove titoli di fila, poi le esperienze al Fatih Karagümrük in Turchia, alla Sampdoria in Serie B e allo United FC nella seconda divisione emiratina. Su questo punto le critiche tecniche si erano già fatte sentire, indipendentemente dal caso Fonbet.

Il nodo Maldini e Leonardo

Lo stop alla candidatura ha aperto una frattura interna alla Federazione. Maldini considera la scelta del commissario tecnico una questione di principio, perché ritiene che la decisione spetti a chi è stato chiamato a guidare l'area tecnica. Secondo quanto filtrato da fonti federali, l'ex capitano rossonero avrebbe posto un'alternativa netta: la linea Pirlo o l'addio.

Nella giornata di lunedì 27 luglio è previsto il confronto diretto con il presidente. Malagò incontra Maldini e Leonardo prima del vertice informale con le componenti federali fissato per il pomeriggio, dai rappresentanti delle Leghe ai delegati di atleti e tecnici. L'obiettivo dichiarato è convincere i due dirigenti a proseguire, rinnovando la fiducia sul lavoro tecnico e spostando su un piano diverso la responsabilità della bocciatura.

Il regolamento federale e le valutazioni di opportunità

L'argomento su cui poggia la posizione della presidenza è di natura statutaria. Il regolamento della Figc assegna in ultima istanza al presidente la scelta del commissario tecnico, quindi le valutazioni sull'opportunità istituzionale di una nomina rientrano nelle sue prerogative. Le pressioni che hanno pesato in questo caso, riferiscono le cronache di lunedì, non arrivavano dai media o dalle tifoserie ma da un livello politico con cui la Federazione ha interlocuzioni continue su risorse, strutture e provvedimenti.

L'ipotesi delle dimissioni resta sul tavolo. Senza un tecnico allineato al loro progetto, Maldini e Leonardo difficilmente manterranno gli incarichi, e la loro uscita costringerebbe Malagò a ridisegnare l'intero assetto tecnico a poche settimane dall'inizio del nuovo ciclo. Tra i nomi accreditati per un'eventuale successione alla direzione tecnica circolano quelli di Giorgio Chiellini e di Claudio Ranieri.

Il quadro normativo sulle sponsorizzazioni del betting

Il riferimento citato dal Codacons riguarda una norma introdotta nel 2018. Il decreto legge 87, noto come Decreto Dignità, vieta in Italia la pubblicità di giochi e scommesse con vincite in denaro in qualsiasi forma, comprese le sponsorizzazioni e le comunicazioni diffuse su radio, televisione, stampa e canali digitali. La ratio dichiarata dal legislatore era il contrasto alla ludopatia, e il divieto si applica alla diffusione del messaggio sul territorio italiano più che alla nazionalità dell'operatore.

Qui nasce la contestazione. Il contratto con Fonbet riguarda un mercato estero, ma le pubblicazioni sui profili social di un personaggio seguito anche in Italia possono ricadere nell'ambito di applicazione della norma, almeno secondo la lettura dell'associazione dei consumatori. Su questo punto la Figc non ha assunto una posizione formale, e nessuna autorità si è pronunciata: l'esposto è stato annunciato per lunedì 27 luglio e un'eventuale istruttoria richiederebbe tempi lunghi.

La materia riguarda numerosi tesserati. Diversi allenatori e calciatori italiani hanno firmato accordi con operatori di scommesse attivi in mercati dove la pubblicità è consentita, situazione che negli ultimi anni ha prodotto discussioni ricorrenti ma pochi provvedimenti concreti. Il caso Pirlo si distingue per la sovrapposizione tra questo tema e la valutazione geopolitica, che ha finito per prevalere nella decisione della Federazione.

La cronologia degli ultimi cinque giorni

I tempi raccontano la rapidità con cui la partita si è chiusa. Mercoledì e giovedì il nome di Pirlo circolava come scelta condivisa dell'area tecnica, con il no di Guardiola già incassato e la trattativa per liberarlo dallo United FC avviata. Sabato 25 luglio sono arrivate le prime critiche politiche esplicite, con l'intervento di Della Vedova, e nella stessa giornata è emersa la posizione di Shevchenko.

Domenica 26 luglio il fascicolo è passato di mano. Il Codacons ha annunciato l'esposto all'Autorità per le Comunicazioni e il ricorso al Tar in caso di nomina, mentre Picierno interveniva dal Parlamento europeo. Nel pomeriggio Malagò ha congelato tutto, in serata Pirlo ha appreso di essere fuori e attorno alla mezzanotte ha pubblicato le storie con la propria versione. Poco dopo Sky Sport confermava l'annullamento degli incontri romani e l'interruzione delle pratiche contrattuali.

I profili rimasti in lizza per la panchina

La lista dei possibili commissari tecnici si è riaperta tutta. Roberto Mancini viene indicato come prima opzione del presidente federale, con un ritorno che avrebbe il vantaggio dell'esperienza in azzurro e il precedente dell'Europeo vinto nel 2021. Antonio Conte si è offerto più volte e raccoglierebbe un consenso ampio nell'ambiente, ma Maldini e Leonardo lo giudicano poco compatibile con un ciclo pluriennale, considerando la durata media delle sue esperienze in panchina.

Restano poi le soluzioni interne e quelle di ripiego. Silvio Baldini, già alla guida dell'Under 21 e commissario tecnico a interim, ha estimatori dentro la Federazione e rappresenterebbe una carta giocabile per Maldini in caso di trattativa. Sullo sfondo compaiono anche Raffaele Palladino, Stefano Pioli e lo stesso Ranieri, ipotesi che però significherebbero ricominciare la selezione da zero.

Cosa aspettarsi dal Consiglio federale

La riunione di martedì 28 luglio non ha la nomina del selezionatore all'ordine del giorno formale, ma difficilmente potrà ignorarla. La scadenza indicata dalle cronache per sciogliere il nodo è il 31 luglio, termine oltre il quale la Federazione rischierebbe di arrivare scoperta agli impegni di preparazione della stagione azzurra. Il primo tema resta però la tenuta dell'area tecnica, perché senza una risposta su Maldini e Leonardo qualsiasi discussione sul nome del commissario tecnico rimane sospesa.

Un elemento pratico aiuta a inquadrare la situazione di Pirlo. L'allenatore torna a essere a tutti gli effetti il tecnico dello United FC, con un contratto che la Figc aveva iniziato a smontare e che ora resta in piedi, mentre il rapporto con Fonbet non è stato formalmente interrotto: i suoi legali si erano detti pronti a valutare la rescissione, passaggio che non è mai arrivato al traguardo. Per la Nazionale, invece, il conto è più semplice da leggere: dal 31 marzo la panchina azzurra non ha un titolare, e il 28 luglio sarà il quarto appuntamento istituzionale consecutivo a cui la Figc si presenta senza un nome da mettere a verbale.

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