Vigilia di campionato per il Foggia, che domani giungerà al “Vito Simone Veneziani” di Monopoli per sfidare i padroni di casa (ore 14:30 – clicca qui per sapere dove vederla e leggere le probabili formazioni). I rossoneri sono reduci dal pari con l’Avellino, così come i biancoverdi, che hanno impattato al “degli Ulivi” con la Fidelis Andria.

Nella tarda mattinata odierna, il tecnico dei “Satanelli” Fabio Gallo ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa, in vista del match: di seguito le sue parole.

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Gallo
Immagine in evidenza: mister Fabio Gallo – crediti: foto di Mario Mescia/lagoleada.it (RIPRODUZIONE RISERVATA)

Monopoli-Foggia, Gallo: “Affrontiamo squadra competitiva. Disponibili? C’è qualcuno influenzato”

“È una partita difficile come tutte. Affrontiamo una squadra costruita da giocatori bravi, è una rosa competitiva; troveremo le insidie trovate con l’Avellino, le metto molto vicine come caratteristiche, qualità… È un’altra partita di spessore ed un altro esame che dovremo provare a superare nel migliore modo possibile“.

Sui disponibili:

“Stiamo vedendo perché c’è qualcuno influenzato, quindi vediamo un attimino però non siamo tutti disponibili”.

Sul rapporto con Giuseppe Pancaro – subentrato a Giuseppe Laterza sulla panchina dei “Gabbiani” – e la classifica:

“Con Pippo abbiam giocato assieme a Torino cinque mesi, perché poi lui andò via. L’ho sentito appena arrivato: è un ottimo ragazzo, ho un ottimo ricordo e son contento che sia ad allenare però voglio provare a batterlo, questa sicuramente è la cosa più importante. Come vedo la classifica? Non la vedo, mi sono dato un obbligo di non guardarla. So quello che dobbiamo fare, così come lo sanno i miei ragazzi in spogliatoio. La continuità fa migliorare la classifica, la non continuità fa rimanere indietro. Noi abbiamo l’obiettivo di vincere sempre, ci abbiam provato lunedì ma non ci siamo riusciti, ci riproveremo domani, consapevoli di avere di fronte una squadra competitiva, attrezzata per un ottimo campionato. Essere quinto, sesto, quarto adesso non mi porta niente perché non finisce il campionato, o meglio sì, mi dà morale. Preferisco ci sia continuità: se vinco meglio, voglio che ci sia continuità di prestazione e miglioramento dell’autostima nell’aspetto tecnico, tattico, fisico, realizzativo della squadra, quello è l’aspetto più importante a novembre. Quando poi sarà aprile, allora sì, bisognerà provare ad essere in posizioni determinanti; adesso una domenica si può essere quarti ma non la prossima, però per quello che sarà l’esito del campionato finale non cambia niente”.

Come risponde Gallo a quelli che sostengono che il Foggia dovrebbe adottare un registro preciso, più marcato, pressare di più?

“Secondo me il Foggia, in questo momento, è una squadra che ri-attacca molto meglio la seconda palla, attacca in avanti e sta lavorando nella condizione, che fa sì che si possa essere più atleti in questo senso. L’aggredire in avanti è sicuramente una soluzione utile, per tutte le squadre. Dominio del campo? Quando si analizza una squadra vanno analizzate le caratteristiche dei giocatori: questa squadra non ha palleggio. Quelle che hanno palleggio piano piano arrivano dall’altra parte, questa è una squadra che ha più strappo. Le caratteristiche dei miei giocatori sono ben chiare, se qualcuno non le ha ancora capite è un problema perché siamo a novembre, ma le caratteristiche della mia squadra non sono di palleggio: difficilmente con questi giocatori questa squadra avrà il predominio del possesso palla per settanta minuti, perché non ce l’ha nelle corde. Questa squadra è risalita nella condizione e nella prestazione sfruttando il famoso ‘vestito’. Il fatto che la squadra non abbia queste caratteristiche nelle sue corde potrebbe essere un limite nel campionato? No, perché se ho una squadra forte in date caratteristiche non è un limite. È meglio che non dica tutto quello che penso, perché sennò ci si fa abbindolare da quella che è la moda: nel 2012 tutti volevano imitare il Barcellona, ma Xavi, Iniesta, Messi e via dicendo li avevano solo loro, gli altri non li avevano, ma di che parliamo? Parliamo di un calcio che non ha senso. Se i miei giocatori hanno determinate caratteristiche, devo sfruttarle al massimo: non posso pensare che Frigerio e Di Noia debbano fare il passaggio, tocco e ri-tocco… Non ce l’hanno, vuol dire che li metto in croce. Devono aggredire, sono più distruttori che costruttori, però quando non hanno la palla ma abbiamo la palla noi e la diamo sugli esterni hanno l’inserimento: questo è quello che voglio dalle mie mezzali, con queste caratteristiche, che non facciamo ancora bene. Se parliamo di calcio in un certo modo, le mie mezzali devono inserirsi molto di più quando la palla arriva al quinto, perché non basta riempire l’area con le due punte – se giocano le due punte – o con la punta e il trequarti o ancora col quinto opposto. Le caratteristiche del Foggia 2022/2023 a novembre non sono di palleggio ma di strappo: queste le conosce bene chi allena i calciatori tutti i giorni. Chi vede solo la domenica abbozza delle caratteristiche ma poi dopo finisce lì”.

La squadra adesso ha quella stabilità che le consente di partire dal primo minuto con un giocatore più offensivo a centrocampo come Peralta o Schenetti o meglio continuare con due mezzali fisiche, di quantità?

“Secondo me non siamo ancora così pronti. Poi dipende se giochi in casa, fuori, il valore dell’avversario, le proprie condizioni fisiche… Capisco che tutti vorremmo giocare con più giocatori offensivi possibili, ma da nessuna parte è mai stato scritto che con più attaccanti si fanno più gol. Il Barcellona di attaccanti puri ne aveva molto, molto pochi, il Napoli di Sarri altrettanto: quando non c’era Higuain, c’erano Mertens, Insigne e Callejon. Magari faccio giocare un trequarti sotto punta, con gli altri che attaccano la profondità quando questo ha la palla, sono lo stesso offensivo. Il lavoro della punta me lo fanno i centrocampisti o i quinti, che ragionano nell’inserirsi senza che l’avversario abbia un riferimento”.

Odjer è l’alternativa di Petermann oppure può essere sfruttato assieme a Petermann nel ruolo di mezzala?

“Odjer secondo me non è il doppione di Petermann, ma può giocare anche mezzala. Quando è partito dall’inizio a Castellammare di Stabia in Coppa Italia ha giocato davanti la difesa, altrimenti è sempre entrato da mezzala. È un giocatore che secondo me può fare la mezzala o il play, ma ha delle caratteristiche ben precise. Le mie scelte sono in funzione di quella che è la mia idea, Odjer è un calciatore del Foggia e può giocare sia davanti la difesa che mezzala (cosa che lui non pensava, abbiamo parlato di questo), ma non può farlo a due perché lui può farlo ma nessun altro compagno può giocarci insieme a lui”.

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Immagine in evidenza: mister Fabio Gallo – crediti foto: Mario Mescia/lagoleada.it (RIPRODUZIONE RISERVATA)

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