Calcio Foggia

Leone: “Non credo al mercato di Gennaio, non è facile: faccio l’esempio di Miranda”

Ospite in esclusiva su FoggiaTV, al programma ZàFò della puntata del 10 Febbraio, il ds del Calcio Foggia 1920, Luca Leone, ha commentato così il calciomercato rossonero e la situazione del club dauno.

Non credo al mercato di gennaio, serve soprattutto quando è stato sbagliato completamente il mercato di giugno. Non c’è una prima scelta nel mercato di gennaio, anche vedendo gli esempi delle grandi squadre. Le squadre si fanno a giugno, a gennaio devi cercare di toccare qualcosa magari per chi ha avuto un infortunio o se qualcuno non rende. Però è difficile (a gennaio, ndr) perché i giocatori migliori non si muovono, dice.

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Immagine in evidenza: il DS del Foggia, Luca Leone – crediti foto: pagina ufficiale Facebook Calcio Foggia 1920 (frame da video)

Leone: “A volte non è semplice convincere. Ci sono situazioni che non te lo permettono”

Alcune squadre hanno fatto cose interessanti perché magari avevano delle necessità. Penso al Cerignola, lo stesso Monopoli, che magari hanno voluto aggiungere qualcosa per alzare un po’ il livello perché magari la classifica gli permetteva anche di essere una società appetibile. A volte la posizione di classifica ti aiuta a fare determinate operazioni perché magari si può convincere un giocatore a giocarsi qualcosa in più sul finale di campionato”, continua.

“A Gennaio è difficile veder muovere giocatori importanti, magari hanno famiglia, figli che vanno a scuola, a volte non è semplice riuscire a convincere. Ci sono tante situazioni che non te lo permettono. Faccio l’esempio di Miranda che è andato a Monopoli, l’avevamo chiamato noi ero a Sassuolo a parlare con il suo procuratore, Checco Palmieri e lo stesso giorno ci ha chiamato il Monopoli per comprare Salines; io stavo prendendo Miranda per avere una soluzione in più. Noi non abbiamo dato Salines e il Monopoli dopo 5 minuti ha chiamato Miranda. La cessione che ci ha fatto un po’ rimanere male è stata quella di Mario Gargiulo perché pensavo potesse rimanere: negli ultimi due mesi stava crescendo, l’avevamo recuperato. Tifosi? Per la prima volta li ho sentiti incitarci, contro l’Avellino; è stato molto emozionante, sono il dodicesimo uomo in campo, conclude.

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