Cielo azzurro

Vincere all’ultimo sospiro, che fatica questa Italia

Gli azzurri la spuntano all’ultimo minuto alla Luminus Arena di Genk, vincendo l’amichevole contro gli Stati Uniti per 1 a 0. Tante le occasioni non sfruttate dalla squadra di Mancini nell’arco del match deciso ai titoli di coda da Politano. Esordio in Nazionale per Sensi, Grifo e Kean, primo classe 2000 a trovare spazio

Italia – USA, gli undici in campo

94′ Politano

Italia (4-3-3): Sirigu; De Sciglio, Bonucci, Acerbi, Emerson; Barella (76′ Gagliardini), Sensi, Verratti; Berardi (62′ Kean), Lasagna (87′ Politano), Chiesa (46′ Grifo). Ct: Mancini

Usa (3-5-2): Horvath; Carter-Vickers, Zimmerman, Long; Cannon (75′ Villafana), Delgado (62′ Trapp), Adams, Acosta (83′ Gall), Moore; Pulisic (83′ Lletget), Sargent (62′ Wood). Ct: Sarachan

AmmonitiDe Sciglio (I), Moore (U), Cannon (U), Acosta (U), Sensi (I)

All’ultimo respiro la decide l’esterno interista Politano, entrato in campo per Lasagna da una manciata di minuti nel finale di gara, a riportare il gol e il sorriso all’Italia di Roberto Mancini. Un successo maturato con fatica nei titoli di coda nell’ultimo impegno del 2018.

Nella serata dei debuttanti (Sensi, Grifo e Kean) e delle occasioni sprecate, copione già registrato nell’uscita precedente, il neoentrato Politano consegna un successo prezioso per morale e ranking: la vittoria centrata in Belgio rappresenta infatti un ulteriore passo verso la rinascita del nostro calcio.

7 new entry rispetto alla sfida contro il Portogallo, debutto assoluto (il 12° nell’era del nuovo Ct) per Stefano Sensi affiancato da Barella e Verratti. Si rivedono Sirigu, Emerson e De Sciglio, davanti spazio al tridente costituito da Lasagna con Chiesa e Berardi ai suoi lati. Di fronte gli Stati Uniti altrettanto votati alla linea verde (22 anni e 71 giorni l’età media), formazione che inizialmente relega in panchina i figli d’arte Weah e Klinsmann. Davanti ad un pubblico prevalentemente italiano, presenza dettata dalla migrazione in Belgio dei nostri connazionali nel Dopoguerra per il lavoro nelle miniere, gli Azzurri ripartono da Federico Chiesa ovvero l’unico giocatore sempre utilizzato da Mancini. È l’esterno della Fiorentina l’uomo più attivo in attacco, pericoloso già al 3’ costringendo Horvath a chiuderlo in uscita. Si fa vedere anche Emerson Palmieri sulla sinistra, lui come Verratti sempre al centro delle operazioni.

Fonte: sport.sky.it

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