Si parte dalla sconfitta nel playoff di qualificazione ai Mondiali contro la Svezia e si arriva alle dimissioni da allenatore del Chievo: è un vulcano di emozioni Gian Piero Ventura, che torna a parlare con la stampa dopo diverso tempo, rivelandosi a Sky Sport.

  • Ha pensato alle dimissioni dopo la gara d’andata contro la Svezia?

“No, ad essere sincero non ci ho effettivamente pensato, ma in cuor mio sapevo che in caso di qualificazione non sarei comunque stato il CT che avrebbe guidato la Nazionale. Non c’erano i presupposti per lavorare e l’aspetto tecnico era l’ultimo dei problemi. […]”.

  • La scelta di andare al Chievo si è rivelata, in un certo senso, fatale: pensa che sarebbe stato meglio andare nel Principato ad esempio?

“All’inizio avevo tanto voglia di riprendere a lavorare, volevo condurre il Chievo verso la salvezza. Quando sono arrivato, però, c’erano tre problemi non indifferenti: condizione fisica, infortunati e mancanza di convinzione, dettata dalla penalizzazione. […] Le parole di Pellissier (contro le dimissioni di Ventura ndr) sono state scritte dalla rabbia”. […] Volevo solo continuare ad allenare ed ho così preferito iniziare una partnership lavorativa con Campedelli, con cui ho uno splendido rapporto da tantissimi anni e a cui auguro tutto il bene del mondo”.

  • In conclusione, ritiene di aver sbagliato effettivamente delle scelte, che possono aver tarpato le ali alla sua carriera?

“Tra le tante scelte azzeccate della mia carriera, la penultima, sì, è stata sbagliata mentre l’ultima è stata di amicizia. […] Voglio continuare irrimediabilmente a lavorare e rimettermi in gioco, ho un sacro fuoco ardente dentro, voglio cancellare qualsiasi cosa accaduta nell’ultimo anno e mezzo. Vorrei, in definitiva, chiudere la mia carriera in totale serenità, così come avevo iniziato”.

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