Ennesima puntata del caso N’Koulou.

Il difensore del Torino è ai margini del progetto per essersi rifiutato di scendere in campo nel match di campionato con il Sassuolo per mancanza di concentrazione.

N’Koulou non ha praticamente più visto il campo da allora e non è stato nemmeno ceduto nella sessione estiva di calciomercato. Per essere reintegrato, la società gli ha intimato di chiedere scusa per tutto quello che è successo, ma lui sembra non pensarci nemmeno, anzi rincara la doseL’Equipe:

“Io sono un uomo leale e onesto.  Nella mia carriera mai nessun compagno, allenatore o dirigente ha mai messo in dubbio la mia professionalità e ancor meno la mia educazione. Un professionista deve informare il suo datore di lavoro se non è nelle migliori condizioni possibili per svolgere il suo lavoro ed è quello che ho rispettosamente fatto.
Per me a definire un uomo è il rispetto della parola data. Sfortunatamente mi sono reso conto che gli impegni sono difficili da mantenere. Ho preso atto del fatto che la società si è rifiutata di farmi partire nel corso dell’estate. Fedele a quelli che sono i miei principi, torno al lavoro, senza che tutto questo disturbi la mia professionalità o la difesa dei colori del Torino”.

Il presidente granata Urbano Cairo non ci sta e risponde a tono:

“Il giocatore sa quello che deve fare. Ci vuole rispetto per a società, mister e compagni. È arrivato da noi 2 anni fa, non l’avevo neanche trattato io. Terminata la stagione il suo agente mi ha detto che c’era un’opportunità di andare al Siviglia. Ma io non volevo venderlo, perché aveva fatto bene con noi. Allora mi era stato detto che Gianluca Petrachi (ora DS della Roma ndr.) aveva promesso di cederlo, cosa che a me non era stata riportata. Ho detto che doveva restare”.

Immagine in evidenza: Sport Mediaset

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