Serie C

Fatti di Taranto, 2 arresti per l’incendio allo Iavocone

Le indagini minuziose, ma tuttavia molto difficili data la difficoltà di individuare volti tra i gradoni di uno stadio e pure in aree anguste quali possono essere i varchi da cui defluiscono gli spettatori, hanno portato tuttavia gli inquirenti tarantini ad aver individuato ed arrestato due persone ritenute responsabili nella mattina di ieri (27 dicembre).

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna: si tratterebbe di due ultrà del Foggia presenti al momento dello spaventoso incendio che si levò la sera del 3 settembre scorso nella curva Ospiti dello stadio lacovone al termine della partita Taranto-Foggia, prima giornata di campionato”.

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Immagine in evidenza: scontri (immagine rappresentativa) – crediti: foto di Hubert de Thé da Pixabay

Due arresti per l’incendio allo Iacovone

“Alcuni facinorosi tra i tifosi che avevano assistito alla partita appiccarono, da valutare se accidentalmente oppure intenzionalmente, alcuni fumogeni nel varco di uscita del lo stadio, in un’area sottostante dove erano stati depositati forse temporaneamente i rotoli del tappeto di pista di atletica che il Comune aveva commissionato a una ditta. Materiale altamente infiammabile che prese immediatamente fuoco. Sullo skyline dello stadio lacovone si levarono fiamme e fumo altissimo che cinse tutto l’impianto, obbligando i giocatori delle due squadre a fare velocemente la doccia. A fine partita non potè tenersi nemmeno la prevista conferenza stampa dell’allora allenatore del Foggia, Cudini”, si legge ancora su GdS.

Per quella vicenda lo stadio Zaccheria fu squalificato per due turni di campionato (si giocò a porte chiuse Foggia-Giugliano e Foggia-Virtus Francavilla), inoltre i club organizzati del Foggia poterono tornare in trasferta solo il 21 ottobre nella trasferta di Crotone. I due tifosi arrestati sono ritenuti responsabili di incendio aggravato in occasione di una manifestazione sportiva e in un luogo aperto al pubblico. L’ordinanza è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Taranto, dai rilievi è emerso che il rogo parti da un fumogeno che fini sotto il settore, dove era stoccato il materiale di plastica e catrame che prese subito fuoco. A seguito di quell’episodio e di altre vicende analoghe sono stati emessi una decina di Daspo a carico di sostenitori foggiani”, conclude il quotidiano.

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