Durante la trasmissione “Kickoff”, condotta dal giornalista Tiziano Errichiello, in onda su “Mitico Channel” e Teleblu, è intervenuto l’ex allenatore del Foggia che ha portato la squadra rossonera in serie B dopo 19 anni, Giovanni Stroppa.

L’ex mister ha ricordato alcuni momenti salienti della sua carriera in rossonero, a cominciare dalla fine dell’esperienza:

“Una cosa che mi ha dato fastidio come persona non come tecnico essere affibbiato da qualcuno come traditore questo non mi sta bene perché è facile per chi non mi conosce poter affidarsi ai risultati. Probabilmente qualcuno si è ricreduto dopo le vicende che sono accadute al Foggia ma mi sono sentito ferito da persone a me vicine e darmi del traditore non ci sto perché avevo spiegato in maniera molto precisa le mie scelte e probabilmente chi stava vicino a me all’interno della società e qualche presentatore poteva descrivere la situazione in maniera più equilibrata”.

Poi si lascia andare a qualche dolce ricordo:

Si respirava qualcosa di magico, dietro ai giocatori c’era un motore che li spingeva. Quando sono andato via mi erano stati espressi dei programmi diversi, come la vendita dei giocatori più importanti e fare una squadra improntata sui giovani. Non me la sono sentita perché avevo dato molto ai foggiani e non avevo gli stimoli per rimettermi in gioco, poi la squadra è stata allestita diversamente da quello che mi era stato detto. Le situazioni sono nate giorno dopo giorno ma credo che si sia voluto provare a fare qualcosa di diverso e non credo che volevano mandarmi via dopo il bel rapporto con la società, quindi stento a credere una cosa simile. Uno degli aspetti negativi era quello delle strutture. Ci siamo allenati per due anni ad Amendola e dopo la pausa estiva avevamo avuto problemi con il terreno per questo andammo a vedere se si poteva creare una cittadella in un terreno vicino a Vigna Nocelli. Era questa l’unica mia richiesta perché è sempre mancato un centro sportivo purtroppo in una categoria superiore sarebbe stato molto utile”.

La carriera col Foggia e i ricordi della Serie A:

“La serie A era una favola che è continuata. Ho grandissimi ricordi ed ho conquistato la maglia della Nazionale con il Foggia. L’essere stato allenatore ed aver contribuito dopo 19 anni a riportare il Foggia nel calcio che conta è motivo di grandissima soddisfazione. Da allenatore le soddisfazioni sono maggiori e più complete. I due anni a Foggia da tecnico mi danno tanta gratificazione e li porto con orgoglio. 
Dovevo già venire qualche anno prima a Foggia ma non c’erano le situazioni giuste per confrontarsi. Vediamo cosa succederà nel futuro. Ero arrivato per vincere non c’era un secondo posto, le difficoltà che abbiamo superato ci hanno legato e quello spogliatoio era speciale. Non eravamo la squadra più forte ma il campionato lo abbiamo vinto come una squadra forte proprio grazie a quello spogliatoio che avevamo creato“.

Nella foto Giovanni Stroppa, crediti: Calcio Foggia 1920

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