Polemiche per la ripresa, dalla sicurezza dei calciatori agli orari di gioco. “Sedici e trenta? È difficile giocare a quell’ora perché in estate fa molto caldo. Mi ricordo il mondiale in Brasile, giocammo con un tasso di umidità del 90% all’una del pomeriggio. Sono climi difficili da sopportare. È un orario che avrei evitato puntando su altre fasce orarie“. Sono le parole di Enrico Castellacci, presidente dei medici sportivi italiani ed ex medico sociale della Nazionale italiana, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli.
“Tutti aspettano con ansia una data. Tutti i tecnici, gli operatori, i preparatori atletici, e i calciatori. Sarebbe fondamentale per programmare gli allenamenti. Io credo che il 28 questa data debba uscire perentoriamente, non penso ci saranno ulteriori ritardi. Sarebbe stato bello che sin dall’inizio si tendesse a sburocratizzare, facendo un solo tavolo di confronto, evitando passaggi, ratifiche, confronti. Serviva solo buon senso” – conclude Castellacci.
“Riprendere è una forzatura. Giocare d’estate alle 16.30 è scandaloso, noi siamo esseri umani e non macchine. Dodici partite d’estate e con il caldo porterà a rischi incredibili” – ha commentato così a Radio Anch’io Sport il giocatore del Brescia, Gastaldello.
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