Della prestazione dell’Inter e di quella del nuovo arrivato Eriksen ha parlato il giornalista Mario Sconcerti sulle pagine del Corriere della Sera: “Conte ricuce nel secondo tempo un’Inter sbagliata e vince con l’Udinese stringendosi al petto il suo passato tante volte discusso. Il danese non c’è stato, ha giocato solo palloni sicuri come un debuttante qualunque. Si poteva pretendere di più? Sì. Penso anche che lui sia una mezzala di gruppo, si nota dentro la nuvola di un reparto folto non per gli spunti personali. Molto più vistoso Barella, più opportunista Vecino e più fantasista Sensi. Eriksen dovrebbe essere la somma di tutti gli altri. Forse lo sarà, forse no, non siamo davanti a un fuoriclasse assoluto, ma a un gran bel giocatore sì. L’Inter in realtà è cambiata non quando è uscito Eriksen ma quando è tornato Brozovic. Barella ha ripreso il suo posto, tutto è tornato semplice e consequenziale come sono le squadre di Conte. Moses non è uno che passi inosservato. È stato più vivo di Eriksen ma anche più vittima. Il suo avversario, Sema, lo ha saltato molte volte. È stata un’Inter che in difficoltà aveva comunque già vinto la partita dopo un’ora“.
crediti: fcinter1908.it
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