Dopo uno dei tanti miracoli sportivi compiuti da Davide Nicola la Salernitana quest’anno sembra aver trovato una sua dimensione. In dodici giornate la squadra di Salerno ha collezionato quattro pareggi e ben quattro vittorie, portandosi a più otto sulla zona retrocessione.

Dopo l’anno passato nessuno avrebbe scommesso su un inizio del genere, e in molti pensavano che ciò che avesse fato l’ex allenatore di Torino e Crotone non si sarebbe rivisto in questa prima parte di stagione. Ma così non è stato: Nicola nell’arco di 8 mesi ha riportato aggressività e consapevolezza alla squadra, restituendoli quell’entusiasmo a cui si sono sempre affidati.

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Salernitana Antonio Candreva
Salernitana, Antonio Candreva. Foto di Pasquale Golia per lagoleada.it – RIPRODUZIONE RISERVATA

Salernitana, troppo spesso dimenticata

Gli ottimi risultati e l’eccellente partenza però non sembrano essere abbastanza per far risaltare il nome della squadra granata. Come spesso accade le squadre, così dette, “piccole”, vengono lasciate in secondo piano.

Non è un caso che faccia più scalpore una sconfitta o una vittoria di una delle formazioni più importanti del nostro campionato ( vedi Lecce-Juventus o Torino-Milan), invece di un risultato tanto incredibile quanto importante come quello di Lazio-Salernitana.

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Salernitana
Salernitana, Antonio Candreva. Foto di Pasquale Golia per lagoleada.it – RIPRODUZIONE RISERVATA

Così Nicola ha salvato la squadra

Il lavoro che ha svolto Nicola è un qualcosa, a mio avviso, di impensabile. Oltre a salvare una squadra che sembrava ormai condannata alla Serie B. E’ riuscito poi a continuare il percorso di crescita unendo il gruppo verso un unico obbiettivo: la salvezza. Il campionato è ancora lungo, ma se questo è l’atteggiamento, la Salernitana ha tutte le carte in regola per evitare un cammino tortuoso come quello dell’anno precedente.

E, se così dovesse essere, dovremmo iniziare a rinominare la targhetta di Davide Nicola. Che non deve essere più visto solo come “l’allenatore da prendere in extremis per salvare una squadra”. Forse è vero che i nomi più rinomati delle grandi compagini della nostra Serie A portano più visibilità agli occhi del lettore. Ma perché non tentare di cambiare prospettiva, dando una maggior visibilità anche a quelle realtà il cui lavoro viene messo da parte e dato quasi per scontato?

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