In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, il capitano della Juventus Giorgio Chiellini svela i suoi piani per l’avvenire:
“Giocherò per altri due anni, sicuramente non di più. Poi vorrei una carriera dirigenziale ma senza fretta: i calciatori non devono pensare di essere già pronti per un altro ruolo il giorno dopo il ritiro. Un gradino alla volta, come la riabilitazione per l’infortunio al ginocchio”.
“La vita dell’allenatore è totalizzante, è come essere un amministratore di un’azienda di 50-60 persone. Non basta un buono schema tattico, devi essere buon leader e psicologo. In questo momento è una responsabilità che non sento dentro. A me non piace stare in panchina… A Mancini ho detto che arriverò bello fresco per l’Europeo, mi piacerebbe godermelo anche perché sarà la mia ultima manifestazione con la Nazionale”.
“In questi anni ci è mancata la capacità di gestire le finali che abbiamo raggiunto e poi abbiamo perso alcune partite in modo rocambolesco. In particolare rimpiango quella della scorsa stagione contro l’Ajax: sono convinto che se fossimo passati avremmo avuto la strada spianata verso la finale. Ma non è ancora finita…”.
“Non sarei sorpreso se Paulo facesse qui quello che hanno fatto Trezeguet, Camoranesi e Nedved: può diventare una bandiera come loro”.
Immagine in evidenza: Gazzetta dello Sport
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