“Mi dispiace dire che ogni campionato è accompagnato da un pregiudizio e non avrei mai pensato di dire quello che penso ora: amo il calcio tedesco.

Dalle pagine di El Paìs arriva l’elogio di Jorge Valdano alla Bundesliga, primo campionato europeo a ripartire dopo la pandemia: “Aprire le porte al calcio prima di chiunque altro è solo un nuovo esempio del rigore con cui fanno le cose, e giocare con un senso per lo spettacolo in mezzo alla desolazione di stadi vuoti, è un’esibizione entusiasmante di intelligenza e professionalità.

Poi l’ex Real passa ai ricordi: “Alla nazionale di Klinsmann nel 2006, l’evoluzione è stata costante verso un calcio vario e attraente che non ha perso competitività. Ci sono giocatori più importanti per il risultato che per lo sviluppo del gioco. Questo è il caso di Thomas Müller, che non mi ha mai emozionato, pur riconoscendo la sua efficacia. Nel Bayern di Guardiola era un’interferenza in un progetto calcistico. Müller contribuiva perché, qualunque sia il ruolo da cui parte, gioca per il gol. La verità è che, se riportiamo l’orologio indietro di 30 anni, anche il mio modo di giocare andava in quel verso lì. Nell’ultima giornata Müller è stato inserito nella squadra ideale della Bundesliga, sicuramente i tedeschi vedono cose che io non vedo. Poi ho letto una cronaca di Jonathan Liew su Guardian che mi ha riconciliato con il mio punto di vista: “Thomas Müller è perfetto per la pandemia: un giocatore fantasma per le partite fantasma.

Nella foto Jorge Valdano, crediti: estadiodeportivo.com

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