Obi Mikel ha giocato contro l’Argentina dopo aver saputo che suo padre era stato rapito: il giocatore della Nigeria non ha potuto dirlo a nessuno ma il padre è stato poi liberato.
Il capitano della Nigeria, John Obi Mikel, ha vissuto un vero e proprio incubo: giocare contro l’incontro decisivo di coppa del mondo contro l’Argentina con l’angoscia di sapere che il padre era stato rapito a fine di riscatto. Gli era stato inoltre intimato di non denunciare il sequestro, altrimenti il genitore sarebbe stato ucciso. La Nigeria ha perso il match per 2-1, ma la circostanza è stata rivelata solo nelle ultime ore, dopo che ieri il padre di Obi Mikel era stato liberato dalla polizia, assieme al suo autista, interrompendo la sua prigionia durata una settimana.
“Non ho potuto neanche informare gli allenatori o la delegazione della Nff. Mi era stato detto che avrebbero sparato a mio padre su due piedi se avessi fatto denuncia alle autorità o parlato con qualcuno. Ero emotivamente sconvolto, confuso. Non sapevo cosa fare, ma alla fine ho capito che non avrei potuto deludere 180 milioni di nigeriani” – ha sostenuto il giocatore.
Il padre del capitano nigeriano era stato sequestrato da uomini armati lo scorso 29 giugno. L’uomo, rapito con il suo autista, è stato poi liberato dopo uno scontro a fuoco tra polizia e i rapitori in un’area rurale dello stato di Enugu; secondo i media locali inoltre, sarebbe stato pagato un riscatto.
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