In vista della sfida di domani sera con il Crotone di Coppa Italia Serie C, l’allenatore del Foggia Fabio Gallo ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa nella consueta conferenza pre-gara.

“Si cerca di prepararla nel miglior modo possibile, anche considerando i pochi giorni a disposizione. Faremo come sempre il massimo per provare a passare il turno, perché è una competizione importante, consapevole però che in ogni caso qualche cosa la devo cambiare, perché è sempre una valutazione: è una partita di spessore, contro un’ottima squadra – terza forza del campionato. Per chi sarà chiamato in causa sarà sicuramente una prova da rispettare e da prendere col massimo dell’attenzione.

C’è il rischio che il derby di campionato con l’Audace Cerignola si giochi a porte chiuse:

“È una decisione non ancora ufficiale. Se così fosse, sarebbe sicuramente un peccato perché sono sicuro che una partita di questo tipo, un Derby di questo tipo così vicino – soprattutto per quello che hanno fatto i ragazzi – sarebbe stata una grande festa per i nostri tifosi e, chiaramente, un grande stimolo per i miei ragazzi. Vedremo quale sarà la decisione definitiva domani; detto questo, se così fosse sarebbe un peccato”.

Diverse le defezioni in vista di domani:

Papazov è fuori, Nicolao rientrerà con noi giovedì perché ha ancora un po’ di influenza, non ha più febbre però ha preso una bella influenza. Per il resto c’è qualche acciacco dalla partita, abbastanza stanchezza perché il campo sembrava molto bello ma invece era molto molle, quindi c’è stato un grande dispendio di energie domenica. Abbiamo Sciacca, inoltre, che ha un problema ad un dente, che ha risolto ieri quindi dobbiamo vedere come recupera, i restanti sono disponibili. Costa è da ieri che è rientrato in gruppo”.

C’è stato lo zampino di Gallo anche nella vittoria ai 32esimi col Picerno?

“Quella partita è tutto merito di Antonio Gentile, assolutamente”.

Tornando al Monopoli, è stata la prima volta in cui sono stati impiegati i tre centrali di ruolo in difesa. La novità è stata la posizione di Malomo da braccetto di sinistra, a cosa è dovuta questa scelta?

“Il mio primo pensiero era quella di mettere Di Pasquale braccetto di sinistra perché volevo fluidità nella costruzione. Dall’altra parte, però, mi dispiaceva non averlo centrale perché Davide nelle ultime partite in cui è stato impiegato ha capito molto bene quello che io voglio da difensore e lo sta facendo in maniera egregia, sia sotto l’aspetto difensivo che di costruzione, quindi non volevo togliere quella qualità dai centrali. Malomo era rientrato dall’infortunio, ho parlato con lui e mi ha detto ‘Mister, non c’è nessun problema anche se gioco a sinistra’: alla fine penso lo abbia fatto molto, molto, molto bene. Io sono abituato, quando ho qualche perplessità non della scelta ma dove far giocare i calciatori, a parlare con loro, perché questo fa parte di questo processo che ho iniziato sin dal primo giorno di confronto in modo democratico, ma poi decido io coi miei giocatori”.

Peschetola e Iacoponi: come li inquadra Gallo nel 3-5-2 e come stanno vivendo il momento in cui stanno vedendo poco il campo?

“Devono vivere questo momento con la consapevolezza che fanno parte della rosa del Foggia, cosa a mio avviso già molto gratificante. Sono due ragazzi molto interessanti: ritengo che Peschetola sia un giocatore offensivo, che però ha un motore importante e può giocare anche da seconda punta, mentre Iacoponi è giovane e deve mettere in ordine tutte le qualità; secondo me potrebbe diventare un quinto molto, molto interessante perché ha una gamba veramente veloce, è resistente… Nell’uno contro uno secondo me fa un po’ più fatica per pensare ad un 4-3-3, per questo è molto giovane e si deve ancora definire bene nel ruolo: in questo 3-5-2, se dovessi decidere di farlo giocare, lo farei giocare quinto”.

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Fabio Gallo
Fabio Gallo al termine di Monopoli-Foggia, vinta 0-2 dai rossoneri. Crediti: Luigia Spinelli

Foggia, Gallo: “Mi sento allenatore stimato professionalmente per i fatti, non per le parole”

Il bilancio finora della sua esperienza al Foggia ed il legame che ha instaurato con la città:

“So di essere arrivato qui con qualcuno che magari mi conosceva poco: io arrivo da dieci anni di esperienza, ho allenato in Serie B, ho allenato la Ternana, il Como, il Potenza, però mi rendo conto che per la piazza di Foggia Fabio Gallo potesse essere uno sconosciuto – e ci sta. Quello che mi sono detto io è, soprattutto all’inizio, ‘Se mi apprezzeranno, lo dovranno fare per quello che saprò dare a questa squadra’ e non è vero che peggio di come li ho trovati non si potesse fare: noi alla prima partita abbiam perso, quella è una mia sconfitta perché in panchina ero io. Non ho lavorato? Fa niente, l’allenatore del Foggia in quel momento era Fabio Gallo: non vedo perché dare responsabilità ad altri quando in quel momento c’ero io, quella partita è mia e me la tengo perché mi ha dato la possibilità di fare valutazioni molto, molto attente su quella che era il famoso vestito di questa squadra. Il legame che si sta creando e penso si sia creato con i tifosi del Foggia lo percepisco fortunatamente in tutti i momenti in cui sono a contatto con la città, anche se non sono molti perché cerco di essere abbastanza riservato. Quello che percepisco nel quotidiano è di una persona che è stata apprezzata e la stanno apprezzando per il lavoro che sta facendo, per come si comporta nei riguardi dei propri giocatori, di voi giornalisti e del pubblico che ci viene a vedere tutte le volte che gli è concesso di farlo. Per quello che mi riguarda, da parte mia è un legame molto forte: io l’ho detto all’inizio, quando sono stato chiamato dal Foggia il mio agente mi aveva detto ‘No Fabio, non andare‘ e io ‘No, ci voglio parlare perché sento qualcosa che voglio andare‘; ho sentito prima il mio agente e mi ha ribadito ‘Avevi ragione te, perché ti sentivi di andare e hai fatto bene’. Io mi sento un allenatore che si è conquistato la stima professionale e come uomo con i fatti, non con le parole perché queste dopo un attimo vanno via, però sono consapevole che questo è un giochino malefico, quindi sono pronto a tutto, ho un’esperienza in questo mondo che dura da parecchi anni. Io ho improntato questo rapporto col pubblico di Foggia cercando di far vedere quello che è Fabio Gallo – senza maschere e nessun tipo di filtro – e quello che riesce a dare ai propri giocatori: sta andando discretamente, però sono consapevole che c’è tanta, tanta strada da fare e soltanto con la coerenza, la correttezza e col mettere sempre la faccia nei momenti di difficoltà è da sapere che in ogni caso c’è una persona che sta bene a Foggia, che è entrato dentro un meccanismo particolare perché allenare il Foggia non è semplice in quanto hai molte situazioni che, se non cerchi di essere equilibrato, potrebbero farti sbandare. Quindi questo: lavoro, lavoro e penso sia stato quello più apprezzato dalla gente”.

È stato un mese in cui il Foggia ha dimostrato di essere cresciuto:

“Questo mese ha dato delle soddisfazioni – oltre che sotto l’aspetto dei risultati lì da vedere – sotto l’aspetto proprio della crescita, della consapevolezza dell’essere riusciti loro a capire velocissimamente quelle che erano le mie intenzioni di calcio. Questa è una squadra diversa da tutte le altre che ho allenato, pur avendo giocatori di qualità che però per il momento in cui sono arrivato era normale facessero fatica. Penso che questa squadra abbia margini di miglioramento: è un gruppo sano, che mi ha dimostrato cultura del lavoro. Ritengo che questa squadra, così com’è, può migliorare, poi dipende sempre da quelle che sono le aspettative e le reali situazioni che si possono verificare. In questo momento la squadra è quadrata, che sa quello che deve fare; possiamo migliorare perché anche domenica potevamo chiuderla prima, siamo stati poco precisi sul palo di Petermann, in altre situazioni in ripartenze avremmo potuto chiuderla prima perché queste partite poi sono complicate, in un campo complicato e contro un avversario di valore. Questa squadra deve migliorare in tutto, perché nel momento in cui tu pensi sia al massimo vuol dire che è il momento che inizi a scendere: devo pretendere da loro sempre qualcosa in più, ci sono stati degli errori. Sto andando a lavorare il più possibile anche sui particolari, che però continuando a dirglielo (alla squadra ndr.) li migliori”.

La squadra ha tutte le qualità per giocarsi la partita:

“Per quanto riguarda i difensori, siamo molto corti e qualcuno qualche problema l’ha avuto e ce l’ha, in qualche modo devo cercare di tutelarmi. Vediamo come stanno Malomo e Rizzo, mi piacerebbe anche riuscire a far giocare un po’ e un po’, non togliendo niente a quello che è l’assetto della squadra. Poi chiaramente Odjer, Schenetti, Leo (che è stato in dubbio fino all’ultimo momento domenica) avranno la possibilità di giocare, così come qualchedun altro. Sono convinto di poter avere a disposizione una squadra che possa giocarsi la partita, consapevole che l’avversario nelle eventuali seconde linee è sicuramente qualcosa di solido e forte.

Il video della conferenza stampa

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Immagine in evidenza: Fabio Gallo – crediti foto: frame dal video della conferenza stampa pre Foggia-Crotone di Coppa Italia Serie C, pubblicato sul profilo ufficiale Facebook dei rossoneri

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