Eletto come miglior arbitro della storia da France Football, Pierluigi Collina si racconta in una lunga intervista concessa al Corriere della Sera. A sorpresa esordisce citando il Foggia di Zeman:

 “La mia partita più importante è stata la finale del Mondiale, che però è meno difficile da arbitrare di un match di Interregionale: lì a seconda del risultato il rischio era anche il contatto fisico. Poi c’è la difficoltà tecnica della gara, ad esempio arbitrare il Foggia di Zeman era difficile, con il portiere Franco Mancini che calciava lungo per Signori, Rambaudi e Baiano: i tre partivano come missili ed era molto difficile seguire lo sviluppo dell’azione”.

Collina, attualmente presidente della commissione arbitri Fifa, sta lavorando ininterrottamente per limitare gli errori arbitrali. Ecco spiegato come comportarsi in caso di fallo di mano:

“Qualcuno sostiene che oggi non esiste più l’involontarietà, ma è falso. La vecchia regola diceva che il fallo di mano è un atto volontario, ma già in passato venivano puniti contatti involontari. Quante volte un giocatore colpisce in modo volontario il pallone all’interno della propria area di rigore? Quasi mai, direi. La maggior parte sono braccia in posizione non giustificata, dove non c’è la volontarietà, ma una responsabilità colposa. I giocatori non devono muoversi come pinguini ma nello stesso tempo non possono essere neppure degli alianti, altrimenti tutto è consentito. La valutazione spetta all’arbitro, la difficoltà è avere omogeneità di giudizio. Devono capire se un movimento è funzionale o meno al gesto compiuto. A volte un braccio a 30 centimetri dal corpo è naturale, altre potrebbe non esserlo. Spetta all’arbitro giudicarlo”.

Collina, infine, si esprime anche in merito al fuorigioco:

“Se oggi si parla di qualche centimetro in futuro con lo sviluppo della tecnologia si potrà scendere ancora. La Goal Line Technology ha un margine di errore di 6 millimetri ed è vissuta positivamente, senza polemiche. Se lo stesso si otterrà per il fuorigioco andrà discusso se questo sia rilevante o no. L’obiettivo a cui lavoriamo è ridurre i tempi di attesa del Var ma è difficile abbinare fretta e qualità. Alla fine quello che conta è che la decisione sia giusta”.

Foto: FIFA.com

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