In una lunga intervista rilasciata al “Corriere dello Sport”, il calciatore dell’Inter Antonio Candreva ha parlato dell’emergenza Coronavirus:
“L’immagine simbolo di questo momento è quella degli infermieri nei vari ospedali d’Italia con il volto segnato dalla fatica e dalle maschere di protezione. Davvero terribile. A loro mi sento di dire grazie per l’immenso coraggio, per la dedizione e per i sacrifici: siamo con voi in questo momento difficile e siamo fieri di voi. Ce la faremo sicuramente. Ne usciremo più forti di prima.
La mia preoccupazione più grande era quella di contagiare la mia famiglia. Mi sarei sentito tremendamente in colpa. I miei parenti sono ancora a Roma e questa è la cosa che mi fa soffrire di più: non poter andare a trovare mio padre, che è malato da circa un anno, è davvero brutto. Il mio pensiero costante va a lui. Deve recarsi spesso in ospedale e quindi corre qualche rischio in più. Vorrei abbracciarlo.
Il primo pensiero dopo la positività di Rugani dopo Juve-Inter? Ero molto dispiaciuto per lui e allo stesso tempo mi sono preoccupato per noi, anche se personalmente non lo avevo incrociato né in campo né negli spogliatoi”.
“Sicuramente sarebbe un’esperienza nuova. Magari non ottimale visto il caldo e uno stop così lungo, ma vedremo. Parlare ora di Scudetto, però, non mi sembra giusto: in questo momento il vero Scudetto, per tutti, sarebbe vincere contro questo virus. Quando torneremo, poi, ci porremo l’obiettivo di vincere tutte le partite, perché siamo l’Inter e torneremo più forti di prima”.
“I preparatori atletici ci seguono tutti i giorni e ci fanno un programma specifico di lavoro. Sono davvero bravi. Conte ha mandato a noi e tutte le nostre famiglie un bel messaggio di incoraggiamento per la situazione. Ci è sempre vicino, è straordinario, uno che non molla mai! Anche dal ‘buongiorno’ percepisci la sua carica. Ti sprona a dare il massimo in ogni allenamento, sempre ed è un vero perfezionista”.
Immagine in evidenza: Antonio Candreva (Inter.it)
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