Il presidente del Calcio Foggia Roberto Felleca è stato ospite alla trasmissione “A casa tutto bene” di “Mitico Channel”, andata in onda ieri sera su Facebook. Ecco le sue parole, in una lunga intervista con Tiziano Errichiello.

“Partiamo dalle cose positive della tragedia Coronavirus: lo stare in famiglia riavvicina tutti quei valori che prima venivano messi in secondo piano per vari fattori. È bene condividere certe cose con più serenità, avremmo voluto viverla diversamente, in un momento non così tragico. Chiaramente la vita cambia, il lavoro si blocca, la quotidianità viene a mancare, si deve stravolgere la vita quotidiana, a livello psicologico, oltre che fisico e materiale, si deve riabituare la mente ad un certo tipo di vita. Non sappiamo quali saranno i tempi di questa vicenda.

Dal punto di vista strettamente lavorativo e di finanza, per tutte le famiglie italiane è un massacro. Si stanno cominciando a vedere difficoltà serie a tutti i livelli. Speriamo sia un mese e mezzo, massimo due, altrimenti i problemi veri li vedremmo più avanti“.

Le conseguenze sul sistema calcio

“Si doveva sospendere momentaneamente il campionato, sono stato d’accordo. La mia prima teoria è stata quella di non cancellarlo, ma dipendiamo da quello che sta accadendo. Purtroppo, negli ultimi giorni, gli sviluppi e gli orientamenti sembra stiano cambiando verso una sospensione definitiva; noi vorremmo finire sul campo ciò che abbiamo fatto, perché ci sembra più corretto così e anche perché credo che il Foggia sia stato costruito e ristrutturato con tutte le caratteristiche per affrontare il campionato fino alla fine con una rosa ampia. 

L’epidemia lascerà un segno nella storia, anche sportiva: molte società rivedranno i loro programmi, per ricostruire un’identità, un piano finanziario, una struttura societaria, aspetti che fermando il campionato ti lasciano senza poter pianificare un’altra stagione: anche se finisse il campionato oggi, non sappiamo quando riprenderemo. Mettiamoci nei panni degli imprenditori, è una situazione in sospeso, diventerà dura.

Se si dovesse riprendere la stagione, per quanto riguarda il Foggia non la vedo tragica dal punto di vista fisico e mentale per i calciatori. A livello societario avremmo gli stessi problemi di tutte le altre società che ripartono; a giugno ci si ferma per un mese circa, con uno stop di due mesi avremmo giusto qualche etto in più da smaltire, ma con 29 giocatori puoi mettere in campo due formazioni per giocare quasi al top. A livello psicologico, credo sia una carica per tutti gli sportivi italiani rimettere un piede su un campo di calcio. La carica sarebbe impagabile, la difficoltà è capire se e come si potrà fare”.

Qualche battuta sul progetto societario

Cercheremo in tutti i modi di portare a termine gli impegni, speriamo nel modo più indolore possibile. Per quanto riguarda i calciatori, seguiremo probabilmente l’esempio della Juventus per il taglio stipendi se necessario. Mi auguro di no, sono un’ottimista e spero nella ripresa del campionato, l’importante è che ci facciano riprendere ad allenare e giocare a maggio, in modo tale che si chiuda nei tempi giusti. Dobbiamo ragionare così, in modo ottimista. Per evitare che qualcuno venga penalizzato o, perlomeno se verremo penalizzati come società, faremo dei sacrifici per chiudere l’anno; il peggio è se dovessero per assurdo sospendere i campionati e lasciare 50 persone ferme, a cui si aggiungerebbero sponsor, incassi mancati e costi già affrontati”. 

Sulla possibile riammissione in Serie C

Una delle cose che chiederei è però quella di essere riammessi in Serie C, se davvero ci dovesse essere la sospensione. Ci stiamo lavorando, siamo il Foggia e il Foggia ha pagato per essere reinserito in modo pesante in Serie D. Rispetto a Como, il titolo sportivo è stato pagato cinque volte tanto: non bastano solo gli abbonamenti, non sono serviti neppure per pagare un quarto di quello che è stato questo campionato. Il Foggia merita, sia per la classifica che per quello che avremmo fatto dentro e fuori dal campo, di andare in Serie C. Ci siamo meritati sul campo tutto quanto: con lo scontro diretto in casa col Bitonto avremmo avuto il 90% di vincere il campionato. La Lega deve sapere che il Foggia non può stare in Serie D“.

Si sta muovendo qualcosa sul fronte societario?

“La crisi appena arrivata da un mese, che sarà devastante, in ogni imprenditore potrebbe generare aspettative o presupposti diversi da quelli che si avevano. Come maggiore esponente di questo Foggia, cercherò di rispettare gli impegni; se il resto dell’equipe vorrà rivisitare i piani, avrà anche il diritto di farlo. Dal punto di vista societario stiamo lavorando in videoconferenza, facendo molti CdA: ci sarà una grande perdita che andrà messa a bilancio, va analizzata prima, sono situazioni grandi e importanti. Dobbiamo portare a termine questa stagione e programmare quella successiva, sperando di essere nella categoria che ci compete”.

Capitolo spese

Noi abbiamo speso moltissimo, non molto. Abbiamo ripreso una società: non avevamo una struttura per mettere un cartellone allo stadio. Molte spese sono state di decine di migliaia di euro, che non se ne andranno l’anno prossimo. Abbiamo speso di più, ma non a livello di rosa. Taranto e Cerignola hanno speso molto invece, ma la distanza tra noi e loro è netta. Non ci sono dubbi su chi merita di fare il salto di categoria“.

Chiosa finale sui social

Ci lusinga che il Foggia sia in cima alla graduatoria delle squadre più seguite. Questo permette anche di pianificare una strategia aziendale che si basa sull’unità dei tifosi: siamo tra le prima 25 in Italia. Fa capire che valore abbia la società, personalmente mi fa molto piacere”.

Immagine in evidenza: il presidente del Calcio Foggia 1920, Roberto Felleca, saluta il pubblico dello Zaccheria, foto di Antonio Errichiello

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