FIFA WORLD CUP 2002 Korea Japan. L’autore di questo articolo aveva appena dieci anni, indossava la maglia di Paolo Maldini e guardava la partita con suo Papà. Martedì 18 giugno 2002, ore 12:30. Chiunque abbia assistito a quella partita, o meglio, quella follia, non potrà dimenticare questa data. C’era qualcosa che non andava e lo capimmo dopo 360 secondi dal fischio d’inizio: al 6° minuto del primo tempo venne concesso un rigore inesistente su cui Buffon disse di no, con tanto di gestaccio dal divano rivolto a Moreno. Poi, dodici minuti più tardi, Vieri portò l’Italia in vantaggio. Sospiri di sollievo, sorrisi, ma soprattutto ancora un’imprecazione rivolta a Moreno: “Vaffanculo!” – gli dissi, sotto lo sguardo ammonitore di mio Papà. Poi la beffa, all’88°: il pareggio.

Da quel momento in poi fu un susseguirsi di gialli fantascientifici ma l’arbitro ecuadoriano superò sé stesso; neanche Isaac Asimov, noto scrittore fantascientifico avrebbe potuto fare di meglio, Moreno annullò un gol regolarissimo a Damiamo Tommasi per poi raggiungere l’apice della sua follia: atterrato in area, l’azzurro romano guadagnò un calcio di rigore; o almeno così pensava. Invece Francesco Totti venne espulso per presunta simulazione. L’Italia subì poi il 2-1 di Ahn al 117°, rete che consacrò la sconfitta del calcio in quell’edizione dei campionati del mondo, rete che confermò quanto schifo può fare un uomo che si è venduto, rete che ridicolizzò una nazione che ha bisogno di un piccolo uomo per poter “vincere”. Ne seguì un altro “Vaffanculo!”, scandito in silenzio con gli occhi lucidi e il cuore in gola, stavolta con la comprensione del Papà.

Moreno espelle Totti
Mùoreno espelle Totti, crediti: sky.it

In patria continuò a toppare

Resosi protagonista di altri fantasiosi episodi, Moreno venne radiato a causa di un arbitraggio anomalo (ma riabilitato in seguito a suo dire) e ancor più scandaloso di quello condotto nei mondiali 2002: nella partita di campionato tra Liga di Quito e Barcelona Sporting Club, si superò concedendo un rigore inesistente ai padroni di casa e ben 6 minuti di recupero che diventarono 13, giusto il tempo necessario per permettere al Liga di Quito di ribaltare definitivamente il risultato, squadra della città in cui Bayron Moreno casualmente era candidato al consiglio comunale (e dove poi non fu eletto). Moreno non è più nell’elenco degli arbitri FIFA da 15 anni: il 10 giugno 2003 infatti la FIFA ne ufficializzò la sospensione definitiva.

Terminata “l’esemplare carriera” le vicissitudini nella vita privata lo portarono, secondo le cronache, ad accumulare diversi debiti. Così, nel 2010, ebbe la geniale idea di imbarcarsi verso il John Fitzgerald Kennedy di New York con 6 chili di eroina addosso, dal valore di mezzo milione di dollari. Ancor più geniale fu la trovata di impacchettare la droga intorno allo stomaco e le gambe e, naturalmente, fu subito rivelata allo scalo americano.

30 mesi di carcere, diventati 26 per buona condotta, scontati nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn: si narra che si guadagnasse qualche spicciolo stirando vestiti agli altri detenuti e organizzando tornei di calcio. Fu poi estradato dal governo americano in Ecuador insieme ad altri ex reclusi.

Oggi insegna a diventare perdenti

Online gira un volantino pubblicitario della scuola in cui si vede l’arbitro rincorso da Maldini e Vieri. “Si la scuola esiste e io sono l’istruttore. In queste settimane sono stato impegnato in un seminario organizzato dalle federazioni parrocchiali e di quartiere. Ci si occupa della formazione degli arbitri e di come è cambiato il mestiere nel calcio moderno” – ha dichiarato pochi giorni fa l’ecuadoriano al quotidiano “Il Messaggero”. In cosa consistono le lezioni? “Le regole del calcio, la tecnica arbitrale, la psicologia sportiva e l’assistenza medica. Viene gente di tutte le età, ragazzi ma anche dirigenti e calciatori. Tutti possono aver bisogno di aggiornamento. Io per primo, che continuo ad arbitrare” – spiega “fiero” lui.

“In Ecuador sono stato radiato ma sono stato riabilitato dopo poco tempo, si sono accorti che era un errore. Ancora oggi faccio l’arbitro per alcuni tornei istituzionali. La verità? Sarò arbitro hasta la muerte, fino alla morte. E poi c’è il mio lavoro nella scuola, a cui tengo molto” – ha aggiunto.

Moreno
Moreno, crediti: telesport.al

Numerose furono le polemiche per gli arbitraggi: oltre a Moreno, vi furono il brasiliano Carlos Simon, l’egiziano Gamal Al-Ghandour, il sudcoreano Kim Young-Joo, il cinese Jun Lu, l’inglese Graham Poll e lo scozzese Hugh Dallas. Gli errori arbitrali furono gravi al punto da obbligare la FIFA a designare solo arbitri europei in occasione delle semifinali e delle finali, dirette dallo svizzero Urs Meier e dal danese Kim Milton Nielsen, mentre la finale andò a Pierluigi Collina.

L’inchiesta dell’FBI e gli arresti dei dirigenti FIFA

Nel 2015, a seguito dell’inchiesta internazionale condotta dallo FBI che ha portato all’arresto di numerosi dirigenti FIFA per corruzione, è stato scoperto che i cattivi arbitraggi del Mondiale 2002 erano tutti figli di un piano: la Corea del Sud o il Giappone avrebbero dovuto raggiungere almeno le semifinali: “La FIFA non avrebbe consentito, per ragioni economiche, che entrambe le nazionali ospitanti venissero eliminate prima dei quarti di finale” – dichiarò l’agente FBI Erick Martinez.

Se pensate che in questo articolo vi siano toni troppo duri nei confronti di Moreno è giusto che sappiate cosa ha dichiarato al quotidiano “Il Messaggero”, riportato dal quotidiano “Il Giornale”“Non rinnego nulla di quello che ho fatto in Italia-Corea”. C’è chi poi ha detto la sua, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe: “Sei chili di droga? Li aveva già nel 2002, ma non nelle mutande… in corpo!” – parola di Gianluigi Buffon.

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