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Beppe Signori salvato da un’embolia polmonare

Faceva fatica a respirare e accusava dolori al torace, così Beppe Signori (ex Lazio, Bologna, Sampdoria e Foggia) è stato salvato all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, dove ha trascorso cinque giorni in terapia intensiva cardiologica.

Come si apprende dal quotidiano “Il Resto del Carlino”, i medici dell’ospedale emiliano lo hanno salvato da un’embolia polmonare che lo stava colpendo e che lo ha obbligato a rimanere in terapia intensiva cardiologica per cinque giorni. L’ex calciatore del Foggia ha detto al quotidiano emiliano di sentirsi meglio: “Diciamo che è stato un fulmine a ciel sereno e anche in famiglia si sono preoccupati. Ma il peggio è passato, anche se farò altri controlli ed esami. Mi ritengo fortunato per come è andata e perché mi sono trovato al Sant’Orsola, dove tutti sono stati eccezionali, mostrando grande professionalità. Mi sentivo la tachicardia e poi ero affaticato, non stavo bene: da sportivo ho capito che c’era qualcosa che non andava, soprattutto perché non ho mai avuto problemi”.

Beppe Signori: “Ho capito che qualcosa non andava”

“Negli ambulatori della pneumologia si è compreso che avevo un’embolia polmonare, il cuore faceva 160 battiti al minuto, quando uno sportivo è attorno ai cinquanta…insomma ero a rischio di infarto. E dalla visita sono finito direttamente nella terapia intensiva cardiologica”.

Il professor Mario Lima, direttore della Chirurgia pediatrica, ha spiegato al “Il Resto del Carlino” ha spiegato quali potrebbero essere state le cause che hanno scatenato l’embolia polmonare: “Era affaticato, faceva fatica a respirare e aveva dolore al torace” – il medico non esclude possa essere stata causata dallo stress. “Appena uscito dall’ospedale ho provato ad accendere una sigaretta, ma subito ho sentito un po’ di tachicardia e quindi, dopo questa prova, posso dire che ho smesso di fumare” – ha concluso Signori che su Facebook ha dedicato un pensiero a tutti coloro che gli sono stati accanto: “Il mio cuore ed io ringraziamo gli amici Mario Lima, Gianni Marmi e Giovanni Sisca, Prof. Stefano Nava e Prof. Claudio Rapezzi, Dort.ssa Filomena Carfagnini, Dott. Stefano Pancaldi e tutto lo staff dell’UTIC del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi Bologna. Grazie”.

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