Intervistato da Alessandro Bocci, su Corriere.it, Marco Tardelli, campione del Mondo nell’82, l’uomo dell’urlo Mundial, parla della sua candidatura all’Assocalciatori.
“Non sono ancora candidato. O meglio, lo ero prima del coronavirus, ma adesso devo ripresentarmi alla prossima assemblea. Lo faccio perché credo che l’Aic in questi anni abbia commesso parecchi errori. Ha rinunciato a fare sindacato, più impegnato a fare politica che a tutelare gli interessi di chi ha bisogno. Io non voglio governare i calciatori, voglio aiutarli“ – spiega Tardelli.
“L’Aic è diventato un centro di potere, pieno di cose che non mi piacciono, clientele e parentopoli, con una gestione opaca e poco trasparente. Senza contare che ha perso contatto con il territorio. Ciascuna parte in causa abbia pensato a tutelare il proprio orticello e nessuno sia riuscito a ragionare di sistema. Il calcio va riformato“.
“Per esempio con il professionismo al femminile. Sono pronto a fare una battaglia per questo. Non basta dire che le donne devono avere gli stessi diritti e tutele degli uomini. Bisogna creare le condizioni perché il movimento femminile sia pronto ad accogliere il professionismo“.
Nella foto Marco Tardelli a sinistra, crediti: biografieonline.it; a destra Damiano Tommasi, crediti: Wikipedia
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