Ancelotti, crediti: l43.cdn-news30.it
“La spiegazione è abbastanza chiara, abbiamo avuto lo stesso avvio nelle altre due gare, ma questa volta non siamo riusciti a ribaltare il risultato. I gol presi? Dobbiamo difendere meglio, stare più concentrati e più in partita. E dobbiamo cercare di avere un altro atteggiamento, soprattutto all’inizio. Il nervosismo nel finale ci sta, quello che non ci sta è l’atteggiamento avuto nel primo tempo. Dobbiamo essere più attenti, soprattutto nella prima parte di partita“ – dice il ct. del Napoli, Carlo Ancelotti, ai microfoni di Sky.
“Quello che non ci sta è l’atteggiamento del primo tempo. Abbiamo cercato di far pressione alta fin dall’inizio, a volte siamo arrivati in ritardo. Ma non è una questione di movimenti, ma di atteggiamento, ripeto. Arrivi un attimo dopo, loro riescono a mettere la palla dentro e ti trovi sbilanciato. E’ un problema soprattutto di tempi degli attaccanti e dei centrocampisti nella pressione. C’è bisogno di intensità e lotta: abbiamo regalato la prima parte, quando sei sotto due a zero non sempre riesci a recuperare” – conclude.
Ciliegina sulla torta poi che, probabilmente, ha contribuito a turbare gli animi dei celesti, quel goal spettacolare di Quagliarella, fatto di tacco, che sigla così il 3 a 0 definitivo.
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Vorreste dire che Ancelotti, lui, proprio lui, sa cosa voglia dire giocare bene? È'' un pazzo. È'' un''affermazione senza significato. Dovrebbe andare a spiegarlo al ricotta. Perché per lui il pastone che propina solitamente è'' la stessa roba del gioco veloce e aggressivo fatto vedere, per esempio, dal Bayern o dal Barcellona, o dal city, o dal primo conte, o da certo sacchi, persino da certo murino. Tutta roba indistinguibile dal suo, o dai catenaccio i d''antan, o dal calcio belga distruttivo degli anni 80, o dalle mappazze lente e vomitevoli che si vedono spesso nel ns campionato. Con gente che cammina. Ciò detto, per me a Napoli non tirerà fuori un ragno dal buco. Perché squadre con organici medi inferiori, sottolineo inferiori, hanno bisogno di tecnici che esaltino i singoli nel collettivo. E Ancelotti e'' un ottimo gestore, gestore di gusto, gestore anche di grandi giocatori. Io grandi giocatori nel napulammare ne vedo pochi. E faccio fatica a nominarne tre. Ancelotti non ha mai tirato fuori il sangue dalle rape. Mai. Invece di albiol husay allan jorginho e inzigne ci aveva per esempio cafu Nesta Pirlo seedorf e Kakà.