“Nel mio quartiere non è stato agevole crescere. Tanti miei coetanei sono in carcere, altri hanno preso brutte strade con la droga. Ricordo che andavamo a giocare a calcio, quando avevo 12 anni, e alcuni miei compagni prima della partita si fumavano una canna o tiravano cocaina. Non scherzo, erano seduti proprio accanto a me. Per fortuna la mia famiglia e gli amici più cari mi hanno sempre tenuto sulla retta via”.

– dice Alex Sandro in una lunga intervista – “Quando entrai a far parte delle giovanili dell’Atletico Paranaense avevo 15 anni e guadagnavo appena 100 dollari al mese. Il club però mi ha messo tutto a disposizione: casa, cibo e lezioni scolastiche, quindi di quei soldi ne spendevo 50 e il resto lo risparmiavo. Il mio primo successo ottenuto grazie al calcio fu quando risparmiai 300 dollari e li diedi ai miei genitori. Usarono quei soldi per dipingere la facciata della nostra casa. Avrei potuto comprare qualsiasi cosa, ma in quel momento dovevo aiutare la mia famiglia. Molte volte, oggi, esco con la mia famiglia e succede di spendere anche 300 o 400 euro in una serata. Poi, però, mi chiedo a quanti real brasiliani equivalgono: mi sento un po’ in colpa di aver speso così tanti soldi in una sola sera”.

Foto: juventus.com

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