Non si placa la polemica attorno a Franck Kessié.

Il centrocampista del Milan era stato preso di mira con ululati razzisti da parte di alcuni tifosi dell’Hellas Verona nella sfida di campionato vinta dai rossoneri.

I veronesi avevano diramato un comunicato secondo cui non si sarebbe trattato di razzismo, ma di semplici sfottò.

Alla vicenda si aggiunge anche la voce dell’agente dell’ivoriano, George Atangana:

“I calciatori africani hanno le spalle larghe e ormai non ci fanno caso più di tanto. Ciò non significa che questi episodi non li feriscano. La deriva va assolutamente fermata. Anche le parole sono importanti.
Ho trovato inaccettabile il comunicato del Verona, vergognoso. Smentisce i fatti e conferma la tendenza a considerare normale ciò che non lo è affatto. Non vedo alcuna vera volontà, in Italia, di affrontare e risolvere il problema, come invece accade in altri Paesi europei. Lasciare il campo? Non credo che sia giusto investire i giocatori stessi della soluzione di un problema per il quale ci sono organismi di controllo ad hoc. Non mi pare che sia così difficile individuare i razzisti e punirli. In altri Paesi, lo ripeto, succede”.

La soluzione secondo Atangana

“Bisogna innanzitutto che gli organismi preposti non chiudano gli occhi e non si tappino le orecchie. Poi, se gli insulti vanno avanti, si sospendano le partite. Ma ho la sensazione che non ci sia la volontà di intervenire sul serio. Così ci sono giovani calciatori, vittime di razzismo, che preferiscono lasciare l’Italia. Sono le persone meno famose, come sempre, a subire le conseguenze più gravi di questo fenomeno.
Le cose sono platealmente peggiorate. Ormai non esistono luoghi immuni dal razzismo e la mancata reazione a questi fatti fa sì che esca fuori il diavolo che è in ognuno di noi. Oltretutto è anche un danno per il movimento calcistico italiano, proprio nel periodo in cui qualche campione straniero è di nuovo attirato dal calcio italiano. Non credo che Cristiano Ronaldo sia contento se vede Matuidi insultato. Io conosco personalmente ragazzi francesi che non vogliono venire in Italia per via del razzismo. Ci si lava la coscienza con le multe da 5 o 10 mila euro ai club: inutili. Servono interventi decisi. Altrimenti, se nessuno fa niente, a ogni episodio di razzismo ne seguirà uno ancora più grave. Fare finta di niente è complicità coi razzisti. Ne va della credibilità stessa delle istituzioni”.

Immagine in evidenza: Calciomercato.com

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